«Stanchi di essere presi in giri su sanità, ambiente e trasporti»: la protesta

Politica
Campobasso domenica 21 luglio 2019
di La Redazione
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Protesta presidio
Protesta presidio © Termolionline.it

CAMPOBASSO. Presidio di protesta popolare domani dalle 9.30 davanti alla prefettura di Campobasso a pochi giorni da quella promossa davanti al Consiglio regionale.

Come ci ha riferito Andrea Di Paolo (Soa) «Si protesta contro la disoccupazione e le vertenze degli ex lavoratori abbandonati dalla politica molisana con la complicità dei sindacati confederali asserviti al sistema, metodi clientelari , anche questa è causa dello spaventoso spopolamento in atto e il livello alto di povertà e sconforto di questa regione

Contro l'aumento del 40% da parte della Regione Molise del costo del biglietto del trasporto pubblico per i pendolari studenti e tutti coloro che giornalmente ne usufruiscono con servizi scarsi e monopolistici gestione, mezzi antiquati e spesso fuori norma di sicurezza. Sistema viario penoso con interi territori isolati e penalizzati.

Contro la chiusura di interi ospedali, servizi sanitari pubblici annientati a favore dei privati e seri rischi sul diritto alla salute delle persone.

Contro lo scempio ambientale sul territorio con aree e pergolati interrati, formule speculative di privati, mancata erogazione quotidiana di acqua corrente dell'acquedotto pubblico regionale anch'esso privatizzato nella gestione con gravi ripercussioni sulla popolazione particolarmente in quella del basso Molise.

Come avevamo già annunciato al presidio di protesta alla Regione Molise del 16 luglio scorso, la lotta continua spostandosi sotto il palazzo della prefettura di Campobasso lunedì 22 luglio.

Il Coordinamento delle lotte in Molise invita a intervenire, sicuramente i gruppetti della politica e del sindacato burocratico che ha creato questa situazione insieme alle varie banderuole al vento possono restare comodamente dove sono e non sarà gradita la loro presenza. A protestare ci sarà la gente libera e unita, stanca di essere presa in giro. Dignità e diritti».