Contratti di sviluppo, Micone: «Escluse aree importanti e strategiche della regione»

Politica
Campobasso giovedì 11 luglio 2019
di La Redazione
Presidente del Consiglio Regionale Salvatore Micone
Presidente del Consiglio Regionale Salvatore Micone © molisenetwork

CAMPOBASSO. Il Presidente del Consiglio Regionale, Salvatore Micone, interviene dopo essere venuto a conoscenza della pubblicazione della graduatoria, inerente il primo gruppo di progetti finanziati nell’ambito dei Contratti Istituzionali di Sviluppo per il Molise pari a 226,7 milioni di euro assegnati dal Cipe.

Il Presidente del Consiglio Regionale è perplesso sull’esclusione di alcuni progetti meritevoli e non risultati vincitori. Perplesso, ma poco sorpreso dopo il primo approccio avuto con il modus operandi dimostrato dal Governo centrale e dal Presidente del Consiglio, Avv. Giuseppe Conte, già nel muovere i primi passi durante il primo incontro in Molise per la presentazione del Contratto Istituzionale di Sviluppo, avvenuto l’11 febbraio u.s. presso la Prefettura di Campobasso.

Incalza Micone: “Sin dalla fase primordiale, che ha visto nascere la sottoscrizione del suddetto Contratto, è stata sempre “sponsorizzata e sbandierata” la capacità ed il tratto distintivo dello stesso, rispetto alla politica che lo ha preceduto, di voler coinvolgere gli attori principali dal basso (136 sindaci, imprese ed istituzioni locali) per ascoltare e recepire le istanze del territorio. Aspettativa venuta meno, fin dal primo momento, dato che la massima Assise Regionale non è stata mai invitata ad alcun incontro, nè tanto meno interessata ed ascoltata, sia come espressione politica del territorio e dei molisani, sia come titolare di diverse funzioni, tra cui quella di approvare il piano di sviluppo regionale ed i programmi di intervento economico e finanziario e quella di pianificare e programmare le linee direttrici del governo del territorio. L’Assemblea Legislativa rappresenta il luogo più alto della rappresentanza e del confronto politico regionale, il luogo della massima espressione territoriale, il luogo delle vertenze lavorative e della discussione socio-economica, delle politiche di intervento sociali, delle politiche in materia di sanità, dell’istruzione, delle comunicazioni, del turismo, delle attività produttive, il luogo per eccellenza dove nasce la programmazione e lo sviluppo del territorio. L’unico luogo dove avviene ogni processo programmatico legato alle Riforme che l’attuale momento richiede. Al tal proposito, ho sottolineato lo spiacente e riprovevole accaduto, tramite nota, al Ministro dell’Interno Matteo Salvini”.

Continua Micone: “Ho seguito l’iter procedurale del Cis attraverso la voce degli amministratori locali che mi hanno aggiornato su come si sono svolti i vari incontri. Incontri in cui gli amministratori locali sono stati informati su come realizzare i progetti, le possibili aree di intervento ed i criteri richiesti. Questi ultimi, in maniera poco chiara, venivano indicati come “strategicità” e “cantierabilità” che i progetti dovevano rispettare e gli interventi proposti dovevano avere l’obiettivo di ridurre il divario infrastrutturale, economico e sociale del Molise rispetto alle altre regioni più virtuose, in modo da crearne sviluppo ed occupazione. Ad oggi, alla luce della graduatoria approvata, mi chiedo: cosa si intende in concreto per criteri oggettivi rientranti nella “strategicità” e nella “cantierabilità” tanto da far risultare un progetto vincitore e un altro progetto no? Inoltre, il Cis, per sua natura, ha come obiettivo primario lo sviluppo dell’intero territorio e ne promuove la crescita e l’occupazione. Come mai, sono state escluse alcune aree importanti e strategiche della nostra Regione? Perché non sono stati presi in considerazione alcuni Comuni che hanno sofferto, soffrono e così continueranno a soffrire di problematiche importanti come lo spopolamento, la disoccupazione e la carenza di infrastrutture? E, invece, quale sarebbe la motivazione e il giovamento che la nostra terra avrà nell'essersi vista approvare un progetto presentato da un soggetto privato, di cui sono noti gli antefatti, i fatti ed i misfatti, lo stesso soggetto che negli anni passati ha già avuto modo di occuparsene e nulla ha fatto per la crescita e lo sviluppo di un’area turistica e di impatto economico importante come quella di Campitello Matese? A tal proposito, esprimo il mio più sentito disappunto e sono molto amareggiato per come è stata preferita la possibilità finanziare un progetto proveniente da privato con fondi pubblici e non l'aver tenuto in considerazione progetti presentati da alcuni Comuni, sempre dell'area matesina, portatori di interesse pubblico e con l’obiettivo unico e concreto di sviluppo e crescita dei propri territori e della propria gente”.

“Eppure -spiega il Presidente- durante la riunione avvenuta martedì u.s. a Roma, il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi ha dichiarato: “Mi fa particolarmente piacere aver sostenuto questo Cis, attraverso lo stanziamento di 220 milioni del Fsc, e mi auguro che queste risorse contribuiranno a dare un impulso positivo al Molise, una terra che merita quell’attenzione da parte della politica che in passato troppo spesso, è mancata”. Proprio l’esatto contrario di quanto accaduto con l’approvazione di alcuni di questi progetti, avvenuta in maniera poco chiara. Ritengo che la politica dovrebbe operare sempre nell’interesse dei cittadini e nel rispetto delle istituzioni contraddistinguendosi per la sensibilità e la contezza delle problematiche, la capacità di dare pronte risposte, la tenacia di perseguire gli obiettivi prefissati e la conoscenza dei meccanismi politico-amministrativi. Lo sviluppo e la crescita della nostra Regione hanno bisogno, in primis, di un impegno collettivo, lontano da comportamenti opachi, atteggiamenti ed approcci incompatibili verso un confronto politico e democratico, che parta dal superamento di personalismi, tipici di quella politica autoreferenziale che in passato ha provocato, ed oggi, è la totale responsabile del malcontento e forte risentimento che i cittadini nutrono verso la classe politica”.

“Con un forte senso di amarezza, in veste di cittadino molisano prima e di Presidente del Consiglio Regionale poi –conclude il Presidente del Consiglio- mi auspico che, chi di dovere nella seconda fase selettiva dei progetti, tenga conto realmente del bene e della crescita del nostro Molise e valuti le idee progettuali capaci di generare opportunità reali e concrete da offrire al mondo economico-sociale per un rilancio del sistema Molise nel suo complesso, facendolo tornare ad una visione fiduciosa e positiva nel futuro da cui ne scaturiscano crescita e sviluppo”.