Pastore metodista e professore a Boston e Harvard: il molisano Francesco Pizzuto

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Campobasso venerdì 13 settembre 2019
di La Redazione
“Christ Methodist Church” di New Castle in Pennsylvania
“Christ Methodist Church” di New Castle in Pennsylvania © Ambasciatori della fame

MONACILIONI. Un nuovo capitolo sulle storie dei molisani che si sono distinti oltreoceano oggi riguarda il pastore metodista Francesco Lauro Pizzuto. A parlarcene, come sempre, è Geremia Mancini, presidente.dell'associazione culturale “Ambasciatori della Fame”.

«Francesco Lauro Pizzuto nacque a Monacilioni il 7 ottobre del 1896, da Luigi (ventiseienne “falegname” figlio di Francesco e Saveria Di Jelsi) e Angelamaria Iosue (ventunenne “casalinga” figlia di Pietro e Filomena Di Cera). I suoi genitori si erano sposati a Monacilioni il 1 luglio del 1894 dinanzi all’allora Sindaco Antonio De Cicco. La voglia di raggiungere il “sogno americano” lo portò, nel 1913, ad emigrare verso gli Stati Uniti. Quasi da subito abbracciò la fede “metodista”. Per diventare successivamente uno dei più validi e rappresentativi Metodisti Episcopali.

Il giorno lavorava e la notte studiava. Sino ad ottenere la laurea il lettere. Divenne professore ed insegnò presso: “Boston University”; “Webster University”; “Harvard University” e “Milton University”. Come Pastore metodista servì la “St. Paul's Methodist Church” di East Boston dal 1928 al 1945; Chiesa metodista del “Nostro Salvatore” di South Boston dal 1948 al 1953 e la “Christ Methodist Church” di New Castle in Pennsylvania. Ma il suo compito principale fu il ministero di una congregazione di Bostoniani di nascita o origine italiana.

Favorì la nascita di asili e di mense. Scrisse "Appearing Before the Judgment Seat of Christ". Nel 1938 tenne una conferenza su “Fascism, Nazism and the Church” e sul pericolo di politiche razziste. Studiò ed insegno “lingue romanze”. Fu presidente del “Committee on United Activities” collaborò con il giornale “Zion's Herald” di Boston e fondò varie riviste del mondo protestante italo-americano pubblicate anche a Philadelphia. Nel 1926 sposò Santina Mazzarino che gli diede quattro figli: Louis, Lillian, Evelyn e Barbara».