Un insieme di singolarità in mostra nella galleria san Carlo a Guardialfiera

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Campobasso sabato 10 agosto 2019
di La Redazione
Mostra a Guardialfiera
Mostra a Guardialfiera © Galleria San Carlo Guardialfiera

GUARDIALFIERA. L’archeologia della fotografia consente, in questa canicola d’agosto, di rivedere e rivivere a Guardialfiera momenti nostalgici di morfologie e di giorni lontani nel tempo. Perché, fra lo sbiadirsi della consapevolezza antica, c’è sempre qui Nicolino Trolio - custode di tradizioni e di esaltazioni - a sorprenderci di volta in volta con adescamenti evocativi, intelligenti e coinvolgenti.

Nella Galleria d’Arte “S. Carlo” è allestita fino al 18 agosto una collezione di istantanee documentaristiche di raro potere idilliaco e storico. Così la descrive Vincenzo Di Sabato, ex presidente del Centro studi Molise 2000: «C’è la metamorfosi dell’architettura urbana; c’è la fiaba del grosso Biferno martoriato, ed oggi di un Lago scelleratamente umiliato. C’è un rifugio di memoria condivisa nei fotogrammi di vita bucolica, nello storico Ponte d’Annibale sommerso e nel monumentale ponte Ponte del Liscione in pietra, sgretolato negli anni ’70 da una serie spietata di scariche esplosive. Appaiono assortimenti di personaggi ripresi nel loro contegno e nelle diversità ambientali, che stimolano il visitatore ad un curioso esercizio di focalizzazione sociologica e confidenziale. Un repertorio che non pretende d’essere esauriente, ma che offre la possibilità di ripercorrere alla rovescia, l’estendersi dei tempi, delle vicende e delle cose perdute.

Nel girotondo esplorativo, domina un secondo incanto: “l’emozione in miniatura” di Orazio Rodolfo Sodano, l’autodidatta illuminato, capace di ridurre in scala un monumento grandioso, in un capolavoro di piccole dimensioni, con scrupolosa finezza di particolari e di effetti decorativi. Domina nel suo spazio: “il Colosseo” che, secondo Mario Spagnol, nei “Misteri e Segreti di Roma” sarebbe stato architettato da un giovane chiamato “Gaudenzio” e che la sua ricompensa fu di essere gettato vivo alle bestie feroci perché cristiano. Padre Cristoforo Javicoli ardisce nell’identificare Gaudenzio, nel Santo Protettore di Guardialfiera, il cui corpo, “incompleto”, avanzato alle fauci delle belve, è venerato nella nostra Cattedrale. Altre attrattive di Orazio Sodano sono il colonnato del Bernini, il cupolone e la Basilica di San Pietro e la sensazionale riproduzione del Borgo antico di Guardialfiera. L’insieme di tanta eccezionalità, è stata visitata e magnificata da Vittorio Sgarbi, qui, il 23 giugno 2015.

Ultimo spazio a Giusy Grande, l’artista dei colori dolci. Fra altri gioielli, ella ripropone su tela il “Ponte Liscione” illuminato di luce limpida che esalta l’intera composizione e rende evidente la giovanile capacità della pittrice, desiderosa di comunicare le meraviglie con raffinate e morbide pennellate. Giusy conferma davvero, così, un percorso personale sempre più vario e articolato.