Anche il Partito comunista dei Lavoratori Molise contro le grandi opere

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Campobasso venerdì 07 dicembre 2018
di La Redazione
Partito Comunista dei Lavoratori
Partito Comunista dei Lavoratori © Pcl Molise

CAMPOBASSO. In un comunicato, il Partito Comunista dei Lavoratori del Molise esprime vicinanza e sostegno alle varie associazioni e comitati che si schierano contro le grandi opere del nostro territorio:

"Il Partito Comunista dei Lavoratori anche nel Molise sostiene la mobilitazione internazionale contro le grandi opere inutili e dannose imposte solo dagli interessi di profitto delle varie cricche capitalistiche, pagate con le tasse dei lavoratori, sottraendo ingenti risorse alle opere realmente utili, grandi o piccole che siano.

E ciò è ancora più vergognoso, anche per il Molise, in un quadro dove i governi padronali di ogni colore (PD, destra, giallo-leghisti) danno priorità a ben altro, destinando le risorse pubbliche alle banche (70-80 miliardi di soli interessi sul debito pubblico, anziché cancellarlo con la nazionalizzazione del sistema bancario senza indennizzo per i banchieri arricchitisi a danno della collettività), detassando i grandi profitti, assistendo con ingenti risorse pubbliche le aziende private, privatizzando i servizi. Per non parlare delle spese in armamenti o delle regalie a scuole privata, sanità privata, Vaticano.

Si badi, non si tratta di essere a priori contro le grandi opere quando sono obiettivamente necessarie compresa l’alta velocità (ma come dimostrato non è il caso della TAV o in loco del Lotto Zero); né di scadere in logiche localistiche poiché un interesse più generale può anche essere prioritario.

Ma occorre dire NO quando queste mega opere sono inutili e dannose, come anche nel Molise è accaduto: dallo spropositato Auditorium di Isernia passato da 5 a 52 milioni di euro e finito anche sotto inchiesta nazionale a seguito delle rivelazioni di Piscicelli per la presenza della “cricca- loggia P3”; al “Lotto Zero” passato da 18 a 170 milioni (più compensi ai progettisti da 258 mila euro a 4 milioni) per collegare soli 5 Km tra i bivii di Pesche e Miranda - peraltro già collegati - con devastazione dell’area verde e agricola, del paesaggio e con interferenza sulle importanti sorgenti di San Martino; al Tunnel di Termoli di circa 20 milioni che rischia anche di sconvolgerne il borgo antico, per non parlaredella folle Termoli San Vittore per ora sventata ma già costata molto all’erario (invece, ad esempio, di raddoppiare l’attuale asse stradale).

Tutte risorse sottratte follemente alle reali esigenze sociali del territorio molisano e ad un grande piano per l’occupazione: anche nel Molise dilagano frane e dissesti idrogeologici che isolano intere comunità, fiumi ed aree vaste altamente inquinati da bonificare (basti pensare alle continue segnalazioni per i fiumi Carpino, Sordo e Cavaliere,alla denunce delle “Mamme per la salute” della piana di Venafro), scuole e ponti da porre in sicurezza.

Per non parlaredegli argini dei fiumi che esondano, da ultimo il disastro causato dall’esondazione del Carpino dove bastava intervenire con piccoli lavori di somma urgenza di poche migliaia di euro su soli otto metri, a mo’ di soluzione temporanea, da parte del Sindaco di Pettoranello, per evitare i disastri annunciati da febbraio, marzo, ottobre e novembre di quest’anno, a parte le inerzie di Regione e Ministero dell’Ambiente su un piano più generale.

E si scontano anche i gravissimi disagi per i tagli al sistema ferroviario e del trasporto pubblico.

Il nostro appello, in occasione di questa giornata di mobilitazione, è affinché i vari comitati di lotta impegnati nel Molise su questo fronte, a partire dal Comitato NO LOTTO ZERO di Isernia e NO TUNNEL di Termoli, si uniscano in rete.

V’è però l’esigenza di agire perché sia la classe lavoratrice, un risveglio della sua coscienza di classe, a porsi alla testa di queste battaglie per dargli una reale forza di alternativa.

In tal senso continueremo a portare in queste lotte il nostro contributo per un NO anticapitalista e di classe a queste mega opere folli imposte dalle cricche padronali anche nel Molise, che contiene il SI’ ad una gestione alternativa delle risorse pubbliche, al fine di evitare che esse vengano sottratte alla cura del territorio e dell’ambiente, delle scuole edei ponti insicuri, e ad un ad un grande piano per l’’occupazione nel Molise che possa realizzarli."