Post sisma e disoccupazione, i sindacati scrivono al ministro Lezzi

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Campobasso domenica 16 settembre 2018
di La Redazione
Barbara Lezzi
Barbara Lezzi © newsmedia.net

CAMPOBASSO. in un lungo comunicato stampa, Cgil Molise, Cisl Abruzzo Molise e Uil Molise espongono al ministro per il Sud Barbara Lezzi, che domani 17 settembre sarà in visita in Molise,le principali problematiche della nostra regione, una regione con un elevatissimo tasso di disoccupazione e infrastrutture poco sviluppate:

«Gentilissima Ministra, le Segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, in occasione della sua prossima visita in Molise, in programma per il prossimo 17 settembre, intendono portare alla Sua attenzione una serie di criticità che questo territorio quotidianamente vive. Essendo Lei alla guida del Ministero per il Mezzogiorno, ben saprà di come ormai questo Paese veda i territori viaggiare a velocità diverse e, nostro malgrado, il piccolo Molise risulta essere tra quelle più indietro rispetto a una serie di indicatori riguardo la ripresa, la crescita, lo sviluppo. Come Organizzazioni sindacali, da tempo incalziamo la classe dirigente locale che pare aver smarrito quella necessaria visione d’insieme e di confronto, dimenticando che governare esige la riproposizione condivisa di una pratica che sembra essere scomparsa dalle diverse agende politiche: la programmazione sostenibile. È quanto mai necessario prendere consapevolezza che la condizione economica e sociale del Molise è conseguenza diretta delle scelte politiche europee, del governo nazionale e del governo regionale, ognuno con le proprie responsabilità. E allo stesso modo siamo consci che i nostri numerosi “deficit” non si risolvono nel giro di poche settimane. Ciò che però chiediamo è un impegno serio, tangibile e sostenuto da azioni condivise, che possa una volta per tutte, rimettere in carreggiata questo territorio. E in virtù di questo assunto, pensiamo che si debba cambiare direzione rispetto alle politiche finora messe in campo, con un piano di sviluppo di valenza pluriennale che affronti i temi dello sviluppo, della crescita, dell’occupazione e del benessere sociale. Nel corso degli ultimi anni vi è stato un calo sostanziale degli investimenti pubblici, che sono stati demandati quasi esclusivamente alla spesa dei fondi strutturali e di investimento europei e del fondo sviluppo e coesione. Da questo punto di vista, vanno poste azioni per accelerare la spesa dei fondi comunitari e quella prevista per gli interventi del Patto per il Sud e affermiamo questo perché la programmazione dei Fondi Comunitari in Molise procede con un passo “molto lento”, mettendo a repentaglio anche le poste sulla nuova programmazione. Come ben saprà, essendo Lei attenta al tema della spesa, su un totale di risorse di fondi comunitari (FSE e FESR), pari a 153,7 milioni di euro, sono stati selezionati progetti per 103 milioni di euro (il 67% del totale). E se il FESR ha un livello di impegni pari al 72%, molto indietro nella programmazione, il Fse è fermo al 57,2% e ciò desta preoccupazione in quanto è proprio all’interno di questo Fondo che rientrano le misure più vicine ai cittadini come l’inclusione sociale, il contrasto alla povertà, l’aumento dell’occupazione, l’istruzione e la formazione. Ebbene, su questa voce, il livello della spesa certificata è fermo al 4,7%, un numero che parla da sé. In considerazione di questo dato allarmante, riteniamo necessario che in Molise si crei una task force con personale regionale, affiancato da personale dell’Agenzia della Coesione, al fine di rafforzare il sistema amministrativo della Regione dedicato alla programmazione, che tracci un percorso di programmazione, spesa e rendicontazione efficace e che non disperda più risorse così importanti e non più disperdibili. Rispetto alla strategia economica interna, poi, vanno accelerati gli interventi del Patto del Molise in quanto è al suo interno che sono programmate opere di “viabilità secondaria” di grande importanza per la tenuta del sistema produttivo. Infatti, nel Master Plan sono individuate le risorse finanziarie per bretelle stradali, per gli svincoli viari, per le tratte ferroviarie e l’intermodalità ferro-gomma. Economie fondamentali per realizzare, finalmente, una rete di collegamento verso l’esterno e che, gradualmente, diminuisca l’isolamento a cui sono assoggettati i molisani rispetto al trasporto. Poco diversa la questione legata alle vie di collegamento interne, malridotte, con una manutenzione sempre meno adeguata e con un dissesto idrogeologico tra i più marcati d’Italia. Occorre, poi, una nuova strategia governativa e regionale che consenta di affrontare con serietà l’emergenza terremoto. Gli eventi sismici del 14 e 16 agosto, hanno evidenziato ancor di più, una emergenza legata al territorio e alla messa in sicurezza delle strutture a partire dalle scuole. L’aver riconosciuto lo stato di emergenza con una dotazione economica molto flebile, non lascia tranquilli le popolazioni che a tutt’oggi vivono fuori dalle proprie abitazioni o attendono di poter rientrare. Le risorse stanziate sono del tutto insufficienti, così come è insufficiente l’approccio con il quale si affronta la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio. Ad ogni inizio di anno scolastico, ormai, assistiamo a proclami e dichiarazioni sulla necessità di rendere sicure le nostre scuole, salvo poi rinviare il tutto in nome della mancanza di risorse, ed è per questo che occorre urgentemente un piano nazionale che renda fruibile un diritto quale è quello dell’istruzione e la certezza sulla qualità degli edifici scolastici.

Considerata l’emergenza economica e sociale in atto, chiediamo a Lei che si faccia promotrice dell’istituzione presso la Presidenza della Regione di una “cabina di regia”, con la partecipazione attiva e concreta anche delle parti economiche e sociali, in cui si discutano scelte di programmazione, non solo di tutti i fondi comunitari (FESR, FEASR, FSE), ma anche del Fondo Sviluppo e Coesione e delle risorse ordinarie. Ma in Molise, come può immaginare, è importante discutere di lavoro e occupazione, purché si parli di lavoro vero, di qualità, in controtendenza al precariato e al crescente lavoro nero. Dobbiamo immaginare un nuovo modello di politica industriale che veda il rafforzamento dei distretti produttivi, di formazione e politiche attive, così come serve puntare all’efficientamento della pubblica amministrazione da intendere come volano di crescita del territorio e di accompagnamento dei cittadini. Il Molise ha subito dal 2008 una profonda crisi a partire dalle attività produttive un tempo trainanti per l’economia regionale. La chiusura della Gam, ovvero della società avicola ex Arena, la chiusura dello Zuccherificio del Molise, la chiusura dell’Ittierre nostro importante polo tessile, e la contemporanea chiusura delle aziende dell’indotto, ha determinato una perdita occupazionale di circa 10 mila lavoratori. Cgil Cisl e Uil, si sono sempre impegnati per ottenere strumenti eccezionali volti a fronteggiare una crisi eccezionale, chiedendo con forza e ottenendo il riconoscimento dell’Area di Crisi complessa Boiano, Isernia, Venafro. E’ del tutto evidente, però, che tali strumenti vanno finanziati adeguatamente. A riguardo, invece, dopo 4 anni siamo ad un finanziamento a valere sulla legge 181, pari a 15 milioni di euro per 13 aziende verificate da Invitalia, con una ipotetica ricaduta occupazionale di circa 170 posti di lavoro. Dunque, la pur minima possibilità di ripresa di questo territorio, al momento è fortemente compromessa.

Chiediamo al Governo Nazionale, come abbiamo fatto e continueremo a fare nel livello regionale, di accelerare e velocizzare tutti gli adempimenti oltre che ricercare risorse aggiuntive senza le quali non potremmo garantire una ripresa produttiva nemmeno per quelle aziende che hanno ancora una possibilità di rilancio. Cgil, Cisl e Uil auspicano un rafforzamento dei servizi pubblici per l’impiego e una attenzione governativa maggiore per la nostra Università del Molise che, al pari delle altre del sud, si vede annualmente diminuire le risorse destinate. Operazione questa da far collimare con un azione “cardine sugli Istituti Tecnici Superiori (ITS), potenziandone l’offerta formativa, collegandola alle azioni previste dalla Strategia Regionale della Specializzazione Intelligente e usando anche i finanziamenti aggiuntivi del programma Garanzia Giovani. E riteniamo, convintamente, che politiche industriali moderne non possano prescindere da forti investimenti in ricerca ed innovazione sia di prodotto che di produzione, in grado di valorizzare le eccellenze produttive molisane come l’automotive, il tessile, l’agroalimentare, che hanno trainato buona parte dell’economia regionale fino a quando la crisi economica e alcune scelte politiche azzardate, non polverizzassero quelle esperienze. Sempre rispetto alle iniziative economiche, è necessario recuperare il tempo perduto assumendo tutte le iniziative necessarie per arrivare all’istituzione della Zona Economica Speciale, dopo la decisione di aderire alla ZES in Puglia. E non meno importante è l’accelerazione delle procedure per l’Area di crisi non complessa riguardante il territorio del basso Molise e su cui non riscontriamo notizie da tempo. Altro tema da considerarsi urgente, risiede nella necessità di garantire strumenti di sostegno al reddito a coloro che sono stati espulsi dal lavoro, che sono ancora alla ricerca di ricollocazione e che dai recenti dati Eurostat raggiungono percentuali tra le più alte d’Europa. Il tema della modifica normativa sugli ammortizzatori riteniamo debba essere un punto cruciale nella nuova manovra finanziaria. Sono migliaia i lavoratori in Molise che hanno terminato ogni forma di sussidio e verso i quali non sono stati applicate nemmeno le tanto annunciate politiche attive o passive. Tanto meno si può immaginare che la discussione sul reddito di cittadinanza comporti l’utilizzo dei fondi oggi destinati alla NASPI o al rifinanziamento delle casse integrazioni residue.

Il dramma sociale e la povertà crescente derivante dalla mancanza di lavoro e reddito, non si può affrontare con semplici provvedimenti governativi a parità di risorse, ma servono interventi mirati ed economie adeguate alla drammaticità sociale che viviamo. Come Sindacati siamo radicati capillarmente nel territorio di cui conosciamo le criticità, le debolezze e dunque i disagi dei cittadini, ai quali quotidianamente proviamo a dare sostegno e assistenza attraverso i nostri uffici, le nostre sedi, i nostri operatori. E quando ci troviamo di fronte a inefficienze dei servizi sociali e delle azioni di supporto ai più deboli, a una sanità in perenne deficit e sempre più in difficoltà nel garantire i livelli minimi essenziali, la nostra preoccupazione aumenta perché ancora non intravediamo quella necessario cambio di velocità. Ci piacerebbe, in virtù di queste e altre ragioni, che le Istituzioni, a tutti i livelli, intervenissero con decisione in questa fase storica “buia” con azioni rapide e concrete, scegliendo su cosa investire, ma facendolo presto.

Questa terra, che La invitiamo a visitare, è ricca di bellezze paesaggistiche, storiche e ambientali e nel corso della sua giovane vita ha dato dimostrazione di possedere anche un’altra ricchezza legata al manifatturiero, all’artigianato, al commercio, al turismo, all’industria e alla piccola e media impresa. E se alcune di queste peculiarità sono venute meno, non è certo per colpa di chi però, oggi ne paga le conseguenze. Il Molise è una Regione di grande dignità, che pretende il sostegno e l’impegno che merita, ben diverso dall’assistenzialismo di cui i nostri volenterosi cittadini fanno volentieri a meno, pronti come sono a dare il loro contributo per la crescita occupazionale culturale del loro territorio e dell’intero Paese. Con la certezza che tenga conto anche di queste nostre riflessioni, insieme a quelle che la politica locale porterà alla Sua attenzione, Le confermiamo la ferma intenzione del Sindacato, a tutti i suoi livelli, nel partecipare da protagonista attivo a quella ripresa che fin ora è stata promessa e millantata, ma mai avviata in modo adeguatamente convincente.»

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