Guardia penitenziaria sospesa, un collega: parla facile chi guadagna 25mila euro al mese

Cronaca
Campobasso domenica 03 febbraio 2019
di La Redazione
La tentata evasione dal carcere
La tentata evasione dal carcere © Campobassoweb.it

CAMPOBASSO. Giustizia, gli Agenti della Polizia Penitenziaria si ribellano al Capo del Dipartimento Francesco Basentini: “Per lui la colpa è sempre degli altri, troppo facile fare il Capo Dap così, a 25mila euro al mese!”

Duro atto di accusa di alcuni poliziotti penitenziari verso il “loro” Capo, il responsabile dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini. Uno di loro, che si firma “Agente Furioso”, ha infatti messo nero su bianco una dura reprimenda dopo la decisione di Basentini di sospendere uno dei poliziotti penitenziari che pure hanno sventato l’evasione di un detenuto a Campobasso. La lettera è pubblicata sul blog www.poliziapenitenziaria.it, che fa riferimento alla Rivista del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

Scrive, tra l’altro, l’uomo col Basco Azzurro, che si firma “Io Agente di Polizia Penitenziaria”:

«…Puntuale come le tasse e la morte, è arrivata l’ennesima sospensione dal servizio di un poliziotto penitenziario disposta dal Capo Dap Francesco Basentini. Per l’amor di Dio, stavolta ci poteva pure stare … considerata l’evidente stupidaggine commessa dal collega sotto l’occhio implacabile di una telecamera ma, un “comandante di uomini” con un po’ più di empatia e più vicino al “suo” personale, forse avrebbe ritenuto sufficiente un procedimento disciplinare. Tutto sommato, non è successo nulla di irreparabile … e il detenuto fuggiasco non ha subito alcun danno. Purtroppo, il video della sciagurata reazione del collega è diventato virale con una velocità impressionante ed ha innescato una serie infinita di polemiche irrefrenabili con innegabile disdoro per il Corpo e per l’Istituzione. E per uscire dal cono di luce dei riflettori mediatici la cosa più facile è quella di puntare il dito verso qualcun altro, reo di “un atteggiamento deplorevole”. Francesco Basentini dimentica, però, di essere il Comandante del Corpo della Polizia Penitenziaria e che, oltre al potere disciplinare, ha anche il dovere di far fronte alle disastrose condizioni di lavoro, materiali e psicologiche, nelle quali si trova il “suo” personale, magari domandandosi chi, o che cosa, ha determinato “un atteggiamento deplorevole”.

Invece, in sette mesi di dirigenza dell’amministrazione penitenziaria, ha pensato bene di esercitare soltanto il potere disciplinare, alternandolo con richiami scritti e orali, spesso indirizzati erga omnes. Nondimeno, nel frattempo, ci sono stati centinaia di eventi critici … rivolte, aggressioni, feriti (più o meno gravi) e nessun provvedimento precauzionale (per il personale) da parte del Capo Dap.

Eppure, noi per primi gli abbiamo rappresentato tutti i problemi che attanagliano la Polizia Penitenziaria:dalla carenza dei capi di vestiario, al degrado degli automezzi; dalla fatiscenza delle caserme, alla iniquità della pretesa degli oneri per le utenze; dalla gravosità dei turni di servizio, all’impossibilità di godimento dei riposi settimanali; dalla carenza degli organici, all’allarmante innalzamento dell’età media del Corpo; dal preoccupante aumento delle malattie da stress lavoro-correlato, al drammatico fenomeno dei suicidi.

In buona sostanza, abbiamo spiegato molto bene a Basentini tutte le nostre preoccupazioni per il pericoloso stato di malessere che serpeggia tra le fila del Corpo. Ma lui, evidentemente, è capace soltanto di sospendere dal servizio chi sbaglia. E diramare pompose e prolisse “Linee programmatiche” che, probabilmente, a suo parere devono poi realizzare gli altri. Troppo facile, così, fare il Capo Dap.

Troppo facile rimproverare tutti a destra e a manca lasciando che il personale continui a lavorare nell’emergenza e nell’insicurezza.

Tra l’altro, visto che le sue parole sono tanto apprezzate da Patrizio Gonnella, presidente di Antigone e dal Garante nazionale delle persone detenute, mentre fanno davvero schifo ad ogni poliziotto penitenziario, sorge spontaneo un interrogativo: Ma da che parte sta? E, comunque, di solito, quando le cose vanno così male è chi dirige la baracca che dovrebbe rassegnare le dimissioni… soprattutto quando prende più di 25000 (venticinquemila) euro al mese per farlo!»