Accoppiata Google Earth-Droni contro gli abusi edilizi

Attualità
Campobasso martedì 04 dicembre 2018
di Claudio de Luca
Un drone
Un drone © https://www.realtor.com

LARINO. “Google Earth” può combattere, legalmente, contro gli abusi edilizi. Il responsabile dell'opera realizzata contro le prescrizioni della legge non ha diritto al condono e viene condannato alla demolizione, mentre l'acquirente dell'immobile non potrà più svolgere l'attività commerciale che aveva in previsione sull’acquisto incautamente effettuato. Oggi tutto questo diventa possibile perché le immagini satellitari realizzate dalla succitata piattaforma concretano prove documentali, utilizzabili anche in sede penale. Cosicché diventa legittimo annullare, in autotutela, la concessione in sanatoria adottata dal Comune quando l’Ente si sia accorto che il manufatto risulta realizzato dopo la domanda di condono e che all'epoca l'edificio aveva dimensioni differenti rispetto a quanto documentato nel progetto depositato in Comune. Quanto sopra emerge dalla sentenza n. 1604/2018 della Sezione II del Tar della Calabria.

Decisiva la verifica disposta ex-art. 66 Cpa a cura della Regione: il colpevole dell'abuso è stato incastrato dal funzionario delegato grazie alle aerofotogrammetrie acquisite. Il condono risultava chiesto nel 1987 in base alla legge n. 47/1985. I lavori da sanare si sarebbero dovuti concludere entro il 1° ottobre 1983 (art. 31 del condono Craxi-Nicolazzi, quando si intendevano “ultimati gli edifici in cui era stato eseguito il rustico e completata la copertura, ovvero, quanto alle opere interne agli edifici già esistenti e a quelle non destinate alla residenza, quando esse erano state completate funzionalmente”).

Il Comune aveva rilasciato la concessione solo nel 2008 per revocarla, nel 2012, per accertamenti effettuati dopo la denuncia di un privato. Il manufatto ‘incriminato’ era stato realizzato addirittura dopo il 2001: l'immobile nel frattempo aveva perso il titolo edilizio necessario alla prosecuzione dell'attività commerciale. Mancava la prova contraria perché l'interessato avrebbe dovuto dimostrare che i lavori abusivi si erano conclusi prima della data finale prevista dalla legge sul condono edilizio; e così l'ente locale poté annullare in autotutela la sanatoria concessa sulla base di una rappresentazione che non corrispondeva alla realtà dei fatti. Ne conseguì lo stop al certificato di agibilità che non poteva essere rilasciato ai fabbricati abusivi e non condonati. Le immagini di ‘Google Earth’ non sono invece ritenute sufficienti per rettificare l'imposta di registro sull'immobile sulla base della stima dell'Ufficio tecnico senza un sopralluogo nei locali. All'interessato non resta che pagare le spese del processo al Comune ed il compenso al professionista verificatore.

Analoga valenza legale hanno le riprese dei droni che consentirebbero ai Comuni che volessero perseguire di fatto gli abusi edilizi di mettersi in riga, corroborando le potenzialità della Polizia locale. “Alla fine del 2017 – dice il vice-Direttore dell’Enac Alessandro Cardi -, mentre gli apparecchi per uso lùdico erano stimati in circa 70mila, quelli utilizzati per uso professionale ammontavano ad oltre 6mila”. Tra questi operano quelli di qualche Corpo di Polizia municipale che, grazie al proprio Comune, si è portato più avanti nelle indagini rispetto agli altri. La nuova normativa prevede l’obbligo di registrazione per tutti gli apparecchi utilizzati a scopo ricreativo o sportivo di peso superiore ai 250 g. ed inferiori ai 25 kg. Le Forze di Polizia, utilizzando una specifica ‘app’ potranno tracciarne le attività, professionali e non, con un sistema di ‘e-tracking’: strumento indispensabile per garantire la sicurezza e per arginare il rischio di attentati. Per usare un ‘quadricottero’ a scopo ludico non serve un patentino ma solo la consapevolezza delle norme, come il divieto di sorvolare le ‘no fly zone’, i luoghi con assembramenti di persone, l’obbligo di rispettare la ‘privacy’. L’altezza massima consentita è 400 piedi (120 m.). Diverso l’uso professionale di apparecchi oltre i 25 kg in grado di eseguire rilievi tecnici nei settori più disparati. E questo è il caso dell’uso auspicato per i “Berretti bianchi” molisani.

Claudio de Luca