Solleone: circolazione sotto l'ombrellone

Veicoli al crocevia
Campobasso lunedì 06 agosto 2018
di Claudio de Luca
Al riparo!
Al riparo! © autoblog.it

PNEUMATICI - Charles Goodyear di errori ne commise molti. L’ultimo fu quello di non brevettare il processo di vulcanizzazione della gomma, indispensabile – ad esempio – per la produzione dei pneumatici. Ma anche questo processo fu ottenuto per errore. Goodyear era un vero patito per la gomma e riteneva che questa avrebbe avuto bene presto un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni. Purtroppo, però, la gomma si spaccava con il freddo e si scioglieva con il caldo, limitando le sue possibilità di utilizzo. La soluzione arrivò per isbaglio. La moglie Clarissa chiedeva, da tempo, che il marito si occupasse di materie più remunerative al punto da permettere di impinguare le casse di Famiglia. Charles, però, non aveva alcuna intenzione di smettere; e così continuava di nascosto i suoi esperimenti. Un giorno la moglie ritornò prima del previsto e così Goodyear fu costretto ad interrompere, di gran fretta, il suo lavoro, infilando nel forno una mistura di gomma e di zolfo. E lì se la scordò. Quando la tirò fuori si accorse che la gomma era diventata più resistente e flessibile; e comprese che era nato il procedimento di vulcanizzazione.

PARABREZZA ED AIRBAG – Dopo lo sfogo iniziale per avere fatto cadere dal tavolo del laboratorio una lastra di vetro, Edouard Benedictus, chimico francese, si accorse che il vetro era andato in frantumi ma aveva mantenuto la sua forma iniziale, nel senso che nessuna scheggia si era sparsa nella stanza. Perché? Sul vetro si era attaccata una sottile pellicola, simile alla plastica, formatasi dall’evaporazione di un liquido contenente collodio (soluzione di nitrocellulosa mischiata ad alcol ed etere, utilizzata come adesivo). L’esperienza gli tornò alla mente quando, tempo dopo, lesse di una ragazza ferita gravemente da un finestrino andato in frantumi in un incidente stradale. Allora (era il 1903) Benedictus decise di unire insieme due lastre di vetro con una pàtina di nitrocellulosa, Nacquero così i moderni parabrezza che l’industria automobilistica sfruttò a partire dal 1920. Invece John Hetrick, americano della Pennysilvenia, contro il parabrezza ci andò letteralmente a sbattere. Nel 1952, stava rientrando a casa con la moglie e la figlia, a bordo della propria auto. Un attimo di distrazione e non si accorse, per tempo, di un masso che – franando – aveva bloccato la strada. Per evitare il paggio finì in un fossato pieno di fango; ma, fortunatamente, né lui né i suoi cari riportarono ferite. Ma lo stupore maggiore fu quando il carro-attrezzi sollevò la macchina dal fossato: il fango aveva attutito il colpo ed anche l’auto era uscita indenne dal botto. Esperto di ingegneria industriale, Hetrick iniziò a studiare un sistema che, in caso di incidente, esattamente come il fango nel fossato, potesse frapporsi tra il passeggero ed il cruscotto della vettura. Nel 1952 brevettò un dispositivo di sicurezza a cuscino per automobili. Però bisognò attendere il 1973 perché alcune vetture americane montassero i primi airbag.

IL CAMBIO-MARCIA – Addio cambio a cloche. Già molte case automobilistiche montano sulle auto di serie il cambio a pulsante al volante, messo a punto dall’italiana Magneti-Marelli, regolarmente usato nella Formula 1. In pratica il guidatore ha a disposizionen due bottoni, inseriti sotto il volante: uno per salire di marcia, uno per scalare. I vantaggi? Ogni cambio di marcia sarà effettuato in soli 200 millisecondi migliorando le prestazioni di ripresa e rendendo possibile – a chi possiede auto particolarmente potenti – accelerare da 0 a 100 km/h in soli 4,7 secondi. La sostituzione della vecchia leva del cambio consente al conducente di tenere le mani sempre sul volante ed elimina il rischio di grattate.

IL GUSCIO-GARAGE – Se non avete un box in muratura, in futuro potrete trasformare in garage la strada davanti a casa. Una Società Usa produce un ricovero portatile che protegge l’automobile ovunque l’abbiate parcheggiata. Il box portatile è costituito da un guscio in fibra di vetro, rinforzato con acciaio, che ricopre l’auto ed è ancorato alla base da una struttura d’acciaio. Quando avete bisogno dell’auto è sufficiente cliccare sul telecomando ed azionare il motore elettrico che solleva il guscio. Quando l’auto è uscita, il guscio si riabbassa automaticamente. Il vox a forma di guscio costa, negli Usa, 5mila euro.

INQUINAMENTO – Un Istituto di Monaco di Baviera ha predisposto il ‘Mir’, capace di misurare – in soli 70 millisecondi – le emissioni di scarico delle auto in movimento. Grande poco più di una macchina fotografica (e costituito da un laser a diodi) può essere collocato ai margini di un’autostrada e misurare i gas emessi dalle auto che transitano

Claudio de Luca.