Salvini torna a Campobasso: è ancora “sold-out”

Politica
Campobasso martedì 17 aprile 2018
di La Redazione
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Matteo Salvini, al suo arrivo davanti al Centrum Palace
Matteo Salvini, al suo arrivo davanti al Centrum Palace © Campobassoweb

CAMPOBASSO. Come prima, più di prima. Salvini torna in Molise, due mesi dopo. Stavolta però, lo fa a sostengo del candidato governatore del centrodestra alle prossime elezioni regionali, Donato Toma.

Anche stavolta tanti consensi, anche stavolta un bagno di folla per il leader leghista. Prima in centro città, a Campobasso, per l’inaugurazione della sede di partito in via Mazzini, poi al Centrum Palace per l’atteso comizio conclusivo .

Sorrisi e strette di mano calorose all’arrivo. Pochi istanti, per ribadire i punti nevralgici del programma:

“Vogliamo ripartire dalle radici, dal lavoro, dal territorio. Pensando alle famiglie, alle piccole imprese, alle infrastrutture, alla tutela dell’agricoltura e della pesca dimenticare sia dallo Stato, sia dalla Regione, sia dall’Europa. Vogliamo lavorare su cose semplici, coscienti che il voto di domenica sarà importante soprattutto per i molisani. Donato Toma - ha aggiunto il leader della Lega - E’ un uomo concreto, di fatti e poche parole. E’ la scelta giusta”.

Non manca qualche bordata ai diretti concorrenti nella tornata elettorale: “Ho sentito che il centrosinistra non ha preso bene il mio arrivo in Molise. Il Pd ha governato questa regione negli ultimi cinque anni, dunque il commento mi sembra abbastanza strano: o non hanno fatto nulla durante il mandato o si vergognano di ciò che hanno portato a termine. Il fatto che abbiano ‘tagliato’ il proprio governatore uscente la dice lunga”.

A chi gli chiede della situazione nazionale, Salvini risponde: “Da parte mia c’è sempre stata l’apertura a un dialogo con il Movimento Cinque Stelle su temi e programmi, ma Di Maio sta puntando i piedi. Forse ha le idee un po’ confuse: ha detto che qualora non dovessimo trovare un accordo in tempi brevi, potrebbe allearsi con il Pd pur di governare. Evidentemente non si è accorto di trovarsi davanti a due mondi diversi, due proposte diametralmente opposte. Io sono aperto al confronto al dialogo con tutti, ma c’è una cosa che mi impegno a non fare mai: di andare a governare con la sinistra, col Pd, con Renzi e con la Boschi” - ha tuonato categorico il frontman del Carroccio.

Sui recenti sviluppi del conflitto siriano: “Far parte di un’alleanza internazionale non significa lanciare bombe a caso, in nome degli interessi economici di francesi, inglesi o americani. L’Italia non deve essere vittima di quegli interessi”.

Il tempo di disimpegnarsi cordialmente dai giornalisti e di chieder loro una caramella, poi l’ingresso in un gremitissimo auditorium del Centrum Palace.

A fare gli onori di casa, il candidato presidente della Regione, Donato Toma: “Chi è qui stasera condivide con noi un programma, modificato insieme alla gente, che ci ha aiutato a costruirlo. Abbiamo parlato di infrastrutture e lavoro, abbiamo parlato di turismo, di sanità, di agricoltura. Noi vogliamo riportare la dignità al popolo Molisano: prima i molisani. Io ho nel cuore gli ideali della patria e del territorio, ma non siamo soli. C’è tata gente che ci accompagna e ci accoglie. Piazze e palazzetti sono pieni perché ci sono le motivazioni per venirci a sostenere. Abbiamo una squadra eccezionale, di persone che ci credono e che si impegnano, facendo testimonianza con la propria esperienza. Questa è la coalizione dei molisani”.

Poi, il microfono torna tra le mani del segretario nazionale della Lega. Gli applausi sono scroscianti. “Innanzitutto grazie perché siete voi che ci date la forza di combattere - ha esordito Salvini - Nessuno, nel corso di questa campagna elettorale, mi ha chiesto di vincere perché desideroso di ottenere sussidi: io ho trovato solo disperate richieste di lavoro, di strade, di ferrovie. Io non so che cosa hanno fatto i politici che si sono succeduti alla guida di questa regione, ma ho avuto modo di notare un dissesto stradale enorme in alcune aree. Per un attimo mi è venuto da pensare che i missili diretti in Siria fossero caduti qui” - ha scherzato il leader leghista.

“Vogliamo ripartire dal lavoro, dalle piccole imprese e dall’agricoltura; dai molisani e dalle eccellenze del territorio. E impediremo che si spendano 3mln di euro per destinare le strutture di San Giuliano di Puglia all’accoglienza dei migranti. Quei soldi sono per i molisani”.

“Mi aspetto di ritornare a trovare il governatore del Molise, per programmare insieme non miracoli, ma interventi concreti: strade da rifare, imprese e famiglie da sostenere. Mi impegno a mantenere punto per punto ogni aspetto del programma, a partire dall’occupazione. Oggi ho visto una piazza piena a Termoli e la stessa cosa a Montenero di Bisaccia. Qualcuno pensava di aver già vinto, tra i grillini, ma invece ci siamo anche noi ed è questa una battaglia che dipende solo dai molisani e che si giocherà voto su voto: qualcosa di impensabile fino a qualche mese fa, dopo il 4 marzo. Ora - ha aggiunto Salvini - siete chiamati a decidere che futuro volete: se far parte della grande famiglia di chi guarda allo sviluppo, al merito, al lavoro o se passare tra le mani di qualcuno che userà questa regione come una cavia, facendola regredire.

L’impegno che mi son preso - ha concluso - è di rivederci dopo il voto. Chiedo al governatore fare dell’ufficio della presidenza un luogo non chiuso, ma aperto ai cittadini, al dialogo, all’ascolto e al confronto”.