Poste esclude nuove assunzioni per il Molise, Occhionero “interroga” Di Maio

Politica
Campobasso lunedì 09 luglio 2018
di La Redazione
Giuseppina Occhionero
Giuseppina Occhionero © Google

ROMA. Nonostante un bilancio aziendale in salute e nonostante a livello regionale l’azienda abbia perso negli ultimi anni circa la metà dei posti di lavoro, Poste Italiane non ha previsto per il Molise un nuovo piano di assunzioni.

Giuseppina Occhionero, onorevole molisana di LeU, ha presentato una interrogazione al Ministero dello Sviluppo Economico per approfondire la questione.

«In data 13 giugno 2018, alla presenza di tutte le sigle sindacali - scrive la Occhionero - è stato sottoscritto l’attesissimo Accordo Nazionale di Poste Italiane per le Politiche attive del lavoro applicativo di quanto convenuto con i verbali del 30 novembre 2017 e dell’ 8 febbraio 2018 siglati in occasione dell’accordo sulla nuova riorganizzazione di PCL, con una previsione, tra nuove assunzioni e trasformazioni da part time a full time nei tre anni, di almeno 6000 FTE; il suddetto accordo prevede nella fattispecie quanto segue:l’assunzione di 1080 lavoratori CTD o ex CTD del recapito che abbiamo diritto alla precedenza di cui all’articolo 24 del Decreto Legislativo n. 81 del 2015, destinati dall’Azienda nelle regioni Lazio, Emilia, Lombardia, Friuli, Trentino AA, Veneto, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta; 1126 trasformazioni a full time, di cui 768 in ambito sportelleria e 358 in ambito recapito; l’assunzione dal mercato esterno di 500 apprendisti da destinare alle sale consulenza».

Eppure, il piano delle assunzioni non include il Molise:

«Con particolare riferimento alle regioni Molise ed Abruzzo - continua l’esponente di “Liberi e Uguali” - l’Azienda non ha realizzato in modo puntuale quanto convenuto in sede di accordo, avendole fortemente penalizzate con tagli indiscriminati. Alle due regioni, infatti, secondo quanto deciso da Poste Italiane S.p.a spetterebbero zero trasformazioni, zero consolidamenti e zero mobilità; il Molise, regione in cui Poste Italiane ha perso la metà dei posti di lavoro, è stato privato anche di numerosi servizi assegnati ad altre regioni più “fortunate”, il tutto a fronte di un bilancio aziendale florido che vede un’ininterrotta distribuzione di utili agli azionisti».

«Il taglio dei servizi - conclude la Occhionero- ha penalizzato tutte le zone interne e montane del Molise ove gli uffici oramai funzionano a giorni alterni così come il recapito della corrispondenza, circostanze hanno contribuito allo spopolamento delle stesse; le vittime delle suddette scelte scellerate sono, naturalmente, i soggetti più vulnerabili, come gli anziani da tempo costretti a file interminabili per riscuotere le loro misere pensioni; quanto premesso avrà pesanti ripercussioni su un’area geografica ed una realtà sociale, economica che già di per sé è penalizzata».

Di qui l’interrogazione, con cui l’onorevole Occhionero ha interpellato direttamente Di Maio, per chiedergli “come pensa di affrontare e risolvere la drammatica situazione esposta in premessa, determinatasi a seguito delle scelte irresponsabili del management molisano dell’Azienda”.