Giunta regionale, domani la firma di Toma sui decreti di nomina

Politica
Campobasso martedì 15 maggio 2018
di La Redazione
Donato Toma
Donato Toma © Campobassoweb

CAMPOBASSO. Tutto chiaro, o quasi. Potrebbe esserci ancora qualche piccolo nodo da sciogliere sulla formazione della nuova Giunta regionale: il presidente Toma, sebbene lo scenario sia ormai abbastanza delineato, potrebbe infatti apportare ulteriori limature last-minute alla struttura sin qui individuata.

La riunione-fiume di ieri, conclusa solo in serata, ha ribaltato le iniziali intenzioni del neo-governatore, che avrebbe optato volentieri - così come aveva preannunciato nella mattinata del 14 maggio, nel corso del passaggio di consegne ufficiale con Paolo di Laura Frattura- per una “formazione stretta”, a tre, tenendo per sè diverse deleghe e cominciando così subito a lavorare ai primi decreti.

Il dialogo con le varie parti della maggioranza, però, ha di fatto cambiato in corsa le ipotesi della vigilia. A entrare nell’esecutivo saranno in cinque: Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio (Forza Italia), Vincenzo Niro (Popolari per l’Italia) e Vincenzo Cotugno (Orgoglio Molise) e la “quota rosa” Aida Romagnuolo (Lega), riuscita ad imporsi al fotofinish sul “collega” Mazzuto, fino a qualche ora fa in odore di nomina per un assessorato esterno.

La presidenza del Consiglio regionale dovrebbe andare a Salvatore Micone (Udc), con l’esclusione “illustre”, salvo nuovi colpi di scena, di Quintino Pallante e Fratelli d’Italia.

In stand-by la decisione su Patrizia Manzo (MoVimento 5 Stelle), per la quale i grillini hanno chiesto ieri un posto nell’ufficio di presidenza.

Toma avrebbe voluto cominciare il lavoro subito, già oggi, ma le dinamiche relative alle fasi di dialogo e concertazione hanno causato lo slittamento dell’operatività della nuova squadra. La firma dei decreti di nomina dovrebbe arrivare in ogni caso domani, dato l’impegno odierno del presidente della Regione, impegnato a Montecitorio per l'audizione dei rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul Documento di Economia e Finanza 2018.