Palazzo Magno mette all’asta le quote di partecipazione in Banca Popolare delle Province Molisane

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Campobasso giovedì 14 giugno 2018
di La Redazione
Palazzo Magno
Palazzo Magno © Campobassoweb

CAMPOBASSO. In esecuzione della Deliberazione di Consiglio provinciale n. 40/3 del 18 giugno 2014 e della successiva deliberazione di Consiglio n. 19 del 29 giugno 2017 di revisione straordinaria obbligatoria delle partecipazioni della Provincia di Campobasso, il giorno 18 luglio 2018, alle ore 10,00 presso la sede della Provincia di Campobasso in via Roma, si procederà in seduta pubblica, mediante esperimento di Asta pubblica con il metodo delle offerte segrete (da confrontarsi con il prezzo posto a base d’asta) all'alienazione della partecipazione societaria in seno alla Banca Popolare delle Province molisane - Società Cooperativa a responsabilità limitata per azioni.

La dismissione delle intere quote di partecipazione possedute dalla Provincia di Campobasso - ai sensi della l. n. 147/2013, c. 569, del T.U. n. 175/2016 e successive modifiche ed integrazioni - riguarderà 40 azioni per l’importo nominale complessivo di € 40.000,00.

Il prezzo a base d’asta è pari ad € 50.000,00, come da valore patrimoniale in base all’ultimo bilancio approvato al 31.12.2017.

“La società Banca Popolare delle Province Molisane - Società Cooperativa per Azioni- ha per oggetto la raccolta del risparmio e l’esercizio del credito, tanto nei confronti dei propri soci quanto dei non soci, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese ed a quelle cooperative, dando speciale attenzione al territorio, ove è presente tramite la propria rete distributiva; la stessa - si legge nel documento di Palazzo Magno - rientra nel novero delle società soggette ad obbligo di dismissione, in quanto tra le materie attualmente attribuite alla competenza provinciale, alla luce della vigente normativa, non sono più contemplate quelle relative allo sviluppo locale, alla valorizzazione e promozione dell’economia delle imprese del territorio e, conseguentemente, l’oggetto sociale non risulta più compatibile con gli interessi prioritari dell’Ente”.