Inchiesta “Sei Torri”: pioggia di condanne, ma cade il reato di associazione di stampo mafioso

Cronaca
Campobasso mercoledì 11 luglio 2018
di La Redazione
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Il Tribunale di Campobasso
Il Tribunale di Campobasso © Campobassoweb

CAMPOBASSO. I fatti risalgono al 2012 e rientrano nell’ampia inchiesta denominata “Sei Torri”, operazione che portò a galla, secondo l’accusa, comportamenti minatori posti in essere dagli undici imputati nei confronti di alcuni esercenti del capoluogo, al fine di vedersi “assunti” come buttafuori in diversi locali della movida notturna.

Questa mattina la sentenza del Tribunale di Campobasso ha segnato però una novità importante in ambito processuale: è venuto meno, cioè, il capo d’imputazione relativo al reato di “associazione a delinquere di stampo mafioso”, illecito - non riconosciuto quindi dal Collegio penale - che avrebbe potuto comportare “punizioni” ben più severe.

Nove, in tutto, le condanne sancite dalla sentenza odierna: pene che variano, a seconda dei casi e delle responsabilità evidenziate dal processo, da un mese a cinque anni di reclusione e inerenti dunque agli altri reati contestati, tra cui “lesioni personali” e “danneggiamento”. Contemplate anche l’interdizione dai pubblici uffici e alcune sanzioni pecuniarie. Una sola assoluzione, invece, perché “il fatto non sussiste”.

Il pm aveva chiesto inizialmente nove anni.

Soddisfazione per i legali difensori Carmine Verde e Silvio Tolesino, soprattutto per il mancato riconoscimento del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Sarebbe già stata manifestata, inoltre, la volontà di ricorrere in appello per alcuni degli assistiti.